Le mele sibilline

Nota già presso i Romani, tanto che Quinto Orazio Flacco nel 65 a. C. ricorda le saporitissime “mele del Piceno”, per lungo tempo la coltivazione della mela rosa fu abbonata, per essere poi ripresa nel 1998, quando vennero raccolte le gemme delle poche piante rimaste, per diffonderne e coltivarne i germoplasti affinché la produzione potesse ripartire. Essa diede, letteralmente, degli “ottimi frutti”, tanto che già nel 2000 è diventata presidio Slow Food.

Le mele rosa viene coltivata in particolare tra i 450 e i 900 metri di altitudine: dalle aree pedecollinari fino alle valli appenniniche e ai versanti dei Monti Sibillini. Un tempo le mele rosa erano preziose e ricercate soprattutto per la loro serbevolezza: raccolte nella prima decade di ottobre, infatti, si conservano perfettamente fino ad aprile. Le diverse tipologie hanno in comune una polpa acidula e zuccherina e un profumo intenso e aromatico. Qualità che rendono questa mela perfetta anche per la preparazione di torte e dolci.

Questa mela piccola, piatta e dalla forma irregolare presenta un gusto intenso, è croccante e saporita ha una grande resistenza al freddo, frutto tipicamente invernale viene raccolta da fine agosto a fine ottobre e matura naturalmente anche dopo la raccolta.

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