“Avere un naso da tartufo”

[blockquote align=”right”]…si dice di quella gente, poca, pochissima, che sa trovare le cose più particolari, ben nascoste e lontano dagli occhi dei più[/blockquote] Il detto, oltre a essere una metafora, si riferisce davvero alla ricerca del tartufo bianco, specialmente quello di Alba, per il quale ci vuole il naso del cane da tartufo e una speciale licenza per andarne a caccia, peraltro solamente in determinati periodi dell’anno.

Il tartufo bianco d’Alba, infatti, è ormai riconosciuto al mondo come una delle eccellenze italiane perché legate al territorio particolare entro cui nasce, cresce e si riproduce. Il tartufo è un fungo e come tale ha bisogno di terreni umidi tra i boschi di pioppi, noccioli, roveri e carpini. Ecco perché il Piemonte, che risponde a queste caratteristiche territoriali, rappresenta la regione cardine per la produzione di tartufo bianco. Produzione che però è assolutamente spontanea e non sottomessa a tartuficoltura (come invece è per il tartufo nero). Da qui la sua rarità che ne fa schizzare i prezzi.

Nel 1929 venne istituita la “Fiera nazionale di Alba” e dal 1949 venne istituita, per volere di Giacomo Morra, l’usanza di donare ogni anno il tartufo bianco più grande a un personaggio famoso: pensate solo che il presidente degli Stati Uniti Harry Truman ne ricevette in dono uno di 2,5 kg!

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