Sale, sale, sale!

E’ uno degli ingredienti più denigrati di tutta la cucina eppure senza sale non si può stare: lo iodio da esso contenuto è fondamentale per lo sviluppo del nostro organismo e per assolvere le funzioni primarie che il corpo richiede. Ma come ogni cosa va utilizzato con parsimonia. In commercio ne troviamo ormai di molti tipi. Se fino a qualche anno fa il sale si divideva tra sale di rocca (o salgemma), ovvero quello estratto dalle miniere e il sale marino, quello estratto dalle saline, oggi le tipologie di sale cominciano a essere copiose.

Il sale più puro è quello rosa dell’Himalaya, che altro non è che ciò che resta del mare primordiale prosciugatosi oltre 250 milioni di anni fa: questo, come quello marino, è ricco di minerali, ferro e oligoelementi.  C’è poi il sale nero, invece, conosciuto anche come sale delle Hawaii, mentre quello grigio scuro è affumicato sul legno, il che lo rende perfetto per carni o pesci alla griglia. Esistono poi quelli aromatizzati alla lavanda e alla vaniglia, i più noti cristalli di sale di Maldon e quello grezzo delle spiagge della Camargue. Sceglierne un solo tipo sarebbe impensabile, ecco perché bisogna averne sempre più di qualcuno nella propria dispensa.

Intanto che decidete quale sale sia più adatto a voi, perché non cominciare a prepararne in casa? Ricordatevi sempre però di usarne poco, non più di 6 gr al giorno!

Tritate 400 g di sale grosso con un paio di rametti di timo, qualche ago di rosmarino, un paio di foglie di salvia, un paio di alloro e uno spicchio di aglio. Lasciatelo asciugare per bene e poi utilizzatelo per cuocere la carne, bianca o rossa che sia: vedrete come cambierà il sapore!

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